Pensieri Scomposti





Quel che serve è una visione


Diciamocelo sinceramente, quando ci chiediamo a quale corrente ideologica apparteniamo oggi andiamo in confusione. Per alcuni di noi dirsi democristiani è – giustamente - fuori epoca come per altri di noi definirsi missini, e i liberali, poi, esistono ancora? Chi sceglie di fare politica nel centro destra sa ancora quali sono le idee per cui battersi? Sappiamo come pensarla su temi importanti quali famiglia, vita, immigrazione? Ma soprattutto la pensiamo tutti alla stessa maniera? L'evoluzione della politica italiana ha mandato in confusione chi la politica la fa, ma soprattutto chi dovrebbe da essa farsi rappresentare e governare: l'elettore.
Destra e sinistra rischiano di divenire due definizioni senza senso a cui difficilmente si potrà attribuire un significato compiuto. Quello che oggi ci viene chiesto è molto più profondo. Il nostro compito è dire che c'è una alternativa al pensiero unico. In tutti i campi, dalla politica all'economia, passando per il giornalismo bisogna dimostrare che non possiamo assecondare il nichilismo intellettuale, gli obblighi “europei”, le richieste dei mercati, la logica della modernità.
Vi è sempre una alternativa alla indifferenza fra un partito ed un altro perché non ci si può piegare alla fredda logica della interscambiabilità.
Esiste una possibilità di non ripiegare in quel becero e sterile battibecco fra politica e anti politica. La soluzione oggi è rappresentata dalla opposizione fra conservatorismo e quel falso progressismo modaiolo che tanto piace ai commentatori da sofà buono.
Sotto questo punto di vista oggi abbiamo la necessità di essere conservatori. Il conservatore oggi deve essere innanzitutto un coraggioso, pronto ad opporsi alla maggioranza rumorosa travestita da cricca intellettuale che celebra quotidianamente le magnificenze progressiste dei nostri giorni a cui si uniscono i cavalieri senza macchia del politicamente corretto, ai rinnegatori del passato, ai politici cambia pensiero a convenienza, ai leoni da tastiera e ai voyeur da social network, ai giornalisti di parte, e -cosa peggiore- alla cavalcante istruzione alla menzogna. Oggi vi è la necessità di una classe dirigente pronta ad opporsi fieramente agli intellettuali della “scoreggia” orale, senza il timore di essere rilegati in un angolo.
Oggi vi è la necessità di studiare, di dare vita ad una nuova classe politica “ruspante” - in opposizione a quella dei selfie - , pronta a dire la sua con convinzione, pronta a rimboccarsi le maniche per mettersi a seria disposizione di una comunità.
Oggi servono contadini del dubbio, zappatori della riflessione, perché non può e non deve mai essere obbligatorio pensarla tutti alla stessa maniera, altrimenti qualcosa non va.
Questo serve oggi, perché quando le acque del nulla cosmico si saranno calmate, sarà il tempo di quelli quadrati, di quelli con le idee chiare, che saranno chiamati a prendere il timone fra le mani e riportare la barca in porto.



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